I periodi sensibili dei cuccioli
(alcune parti sono tratte dal libro “Patologia comportamentale del cane” di P. Pageat)

Durante gli ultimi vent’anni, a partire dagli studi compiuti soprattutto sugli uccelli, è emerso il concetto di “imprinting” o “periodo critico” nello sviluppo comportamentale.

Tale concetto ha avuto un forte impatto anche in rapporto al cane e gli studi sull’argomento si sono moltiplicati; riguardo a questo, nel cane più che di “periodo critico” si deve parlare di “periodo sensibile”.

Un corretto sviluppo comportamentale del cucciolo, che tenga conto di tali periodi e ne rispetti i tempi è di fondamentale importanza per il suo futuro inserimento nella società umana di cui dovrà far parte; anche se alcuni tratti caratteriali hanno sicuramente una base ereditaria, gran parte del comportamento del cane adulto dipende da come è stato allevato nelle prime settimane di vita (e probabilmente anche da come è stata trattata la madre in gravidanza).

E’ quindi molto importante che gli allevatori coscienziosi si preoccupino di fornire ai cuccioli le necessarie attenzioni anche in questo senso.

Lo sviluppo comportamentale del cane si divide in questi periodi:

  • periodo prenatale

  • periodo neonatale

  • periodo di transizione

  • periodo di socializzazione

Il periodo prenatale

(ultimi 15 gg. del parto, si conclude alla nascita)

L’idea secondo la quale gli embrioni potrebbero reagire ad alcune stimolazioni sensoriali e sviluppare così alcune caratteristiche reattive, in particolare quelle emozionali, si è a poco a poco sviluppata e alcuni lavori scientifici ne hanno dato conferma.

Le esperienze descritte da Pageat evidenziano che, alla detonazione di una pistola scacciacani, i feti esaminati hanno presentato un cambiamento del loro stato, che si accompagna a movimenti diversi, tra cui soprattutto la suzione di un arto anteriore o del cordone ombelicale; più l’intensità di reazione della madre è violenta, più la reazione dei feti è prolungata.

I risultati di questa osservazione, portano quindi a sottolineare l’importanza delle situazioni di stress in una femmina gestante con conseguente reazione emozionale dei feti.

Si è potuto stabilire quindi, che dal 45° giorno i cuccioli sono sensibili al tatto e allo stress materno, perciò risultano importanti le cure prodotte alla madre durante la gravidanza; è importante massaggiare delicatamente l’addome della madre gravida a partire dal 30° giorno di gravidanza perché ciò migliorerà la sensibilità tattile dei nascituri, rendendo più disponibili i cuccioli alle carezze dei futuri proprietari e cercare di ridurre il più possibile le situazioni che possano generare stress nella madre.

Il periodo neonatale

(da 0 al 10° giorno di vita)

Il periodo neonatale è caratterizzato dall’aspetto “vegetativo” dell’attività dei cuccioli.

L’attività fondamentale dei cuccioli in questo periodo, è rappresentata dal cosiddetto “sonno paradosso”, caratterizzato da continui movimenti della faccia, delle orecchie, delle palpebre, delle labbra ma anche degli arti, del tronco e dei muscoli pellicciai.

I cuccioli sono ammucchiati gli uni sugli altri ed è probabile che le stimolazioni tattili che causano questi contatti giochino un ruolo nella maturazione sensoriale.

I loro periodi di sonno sono spesso accompagnati da vocalizzazioni e il tempo di veglia è quasi totalmente occupato dalle poppate, che si presentano con cicli abbastanza regolari, ogni 3-4 ore, e sono sincronizzate per tutta la cucciolata, che presenta dapprima una fase di agitazione con movimenti striscianti, in direzione casuale, ed emissioni di grida.

Nel periodo neonatale si individua lo sviluppo dei primi riflessi nel cucciolo:

riflesso di ricerca del capezzolo: quando il cucciolo tocca con l’estremità del proprio muso la madre o un altro cucciolo, il movimento si arresta e riprende poi in direzione dell’oggetto incontrato, permettendo così al cucciolo di trovare la mammella; il termottattismo positivo che prevale in questa fase aiuta il cucciolo ad orientarsi. Una volta raggiunta, la mammella viene massaggiata dal cucciolo con movimenti alternati mediante le zampe anteriori per favorire l’eiezione del latte. Il contatto tra labbra e capezzolo provoca la suzione che corrisponde al riflesso labiale.

I movimenti del cucciolo sono ancora molto limitati, non potendosi rizzare sui propri arti ed utilizzando lo strisciare come unico mezzo di locomozione. Gli arti anteriori acquisiscono per primi un tono sufficiente verso il decimo giorno, mentre quelli posteriori diventano capaci di reggere il peso del corpo solo a partire dalla fine della seconda settimana di vita.

Quando un cucciolo neonato si trova lontano dal contatto con il resto della cucciolata, presenta uno stato di agitazione molto marcato, associato a vocalizzazioni che terminano solo quando ritorna il contatto. Quando la madre percepisce i suoi guaiti, si dirige verso di lui e lo riporta in mezzo alla cucciolata.

La cagna, durante le prime due settimane, passa quasi tutto il suo tempo con i cuccioli, che le si ammassano contro; il contatto tra madre e cuccioli ha un effetto di soddisfazione reciproca.

Il periodo neonatale è per la madre il momento nel quale si sviluppa pienamente l’attaccamento ai cuccioli (grazie al feromone di adozione, contenuto nel liquido amniotico e in grado di indurre la madre a mettere in atto le cure parentali); tutto ciò che ostacola il contatto tra lei e i suoi cuccioli causa uno stato di profondo disagio.

Anche se a volte è possibile che una cagna adotti altri cuccioli, l’attaccamento è specifico: solo i suoi cuccioli possono calmarla.

Viceversa, per i cuccioli l’attaccamento non è ancora reciproco,infatti sono semplicemente in cerca di un oggetto morbido, caldo e contenente latte; qualsiasi cagna allattante li può soddisfare.

La relazione tra madre e cuccioli e di conseguenza il reciproco attaccamento completo, si sviluppa nel periodo di transizione, quando i cuccioli hanno sviluppato del tutto i loro sensi.

A fine poppata, la madre rigira i suoi cuccioli e li pulisce, stimolando la regione perineale dei piccoli e causando l’emissione di feci ed urine che lei stessa ingerisce; questo riflesso detto perineale contribuisce alla maturazione tattile del cucciolo.

Il senso del gusto è già ben sviluppato alla nascita e le risposte ai sapori elementari sono già presenti.

Il periodo di transizione

(dal 10° al 21° giorno, dall’apertura degli occhi alla comparsa dell’udito)

Al momento della nascita i cuccioli sono sordi e ciechi; nel periodo di transizione vi è lo sviluppo definitivo della corteccia cerebrale, si inizia con l’apertura degli occhi e si conclude con la comparsa dell’udito, che si manifesta attraverso un riflesso di trasalimento positivo.

Durante questo periodo vi è l’acquisizione degli ultimi elementi sensoriali necessari a una vita di relazione ottimale.

Il ritmo di veglia del cucciolo ora è molto diverso, in particolare per quanto riguarda l’alternanza veglia-sonno; quest’ultimo è ancora molto importante, ma non occupa più del 65-70% del tempo e il sonno paradosso non rappresenta più del 50% del sonno totale.

Durante i periodi di veglia, il cucciolo non si limita più alla sola poppata, ma comincia a mostrare un comportamento esplorativo in seguito a informazioni visive, al fiuto e al leccamento.

Il cucciolo in questa fase si attacca alla madre e comincia a subire il processo di imprinting.

I nuovi sensi sviluppati, permettono al cucciolo di raccogliere informazioni sulla madre, la forma del suo corpo, gli odori, consentendogli di crearsi una immagine specifica.

Da questo momento solo quella cagna sarà l’oggetto rassicurante che potrà calmare i piccoli e sarà il punto di riferimento sicuro attorno al quale si potrà sviluppare il comportamento esplorativo.

Addosso alla madre i cuccioli possono addormentarsi anche gli uni sugli altri e l’attaccamento diventa dunque reciproco; ogni tentativo di impedire il contatto scatena uno stato di disagio, che si esprime con agitazione ed emissione di vocalizzazioni sia da parte della madre che dei suoi cuccioli.

L’attaccamento diventa corollario indispensabile al buon sviluppo del processo di imprinting.

L’imprinting è un processo di apprendimento diverso dall’apprendimento associativo convenzionale e affinché avvenga è necessario che l’animale si trovi in un periodo sensibile, che corrisponde ad un momento particolare dello sviluppo del Sistema Nervoso Centrale, in cui tutti i processi di apprendimento sono facilitati e al di fuori dei quali l’animale non può essere sensibilizzato.

Esistono importanti correlazioni tra imprinting, sonno paradosso e attaccamento; qualsiasi alterazione o diminuzione del sonno paradosso inibisce anche l’attaccamento e l’imprinting, causando una disorganizzazione dei comportamenti sociali e sessuali dell’adulto.

Le conseguenze dell’imprinting sono essenziali, in quanto questo tipo di apprendimento è all’origine dell’identificazione del simile, cioè del partner sociale e sessuale.

Nel cane, l’imprinting sembra cominciare durante il periodo di transizione e concludersi intorno ai 4 mesi, anche se questo limite non è assoluto.

Alla fine del periodo di transizione, il cucciolo ha acquisito le competenze sensoriali e motorie che gli permettono di assumere i complessi comportamenti che implica il branco.

Il periodo di socializzazione

(dal 21° al 130° giorno di vita)

Si tratta del periodo più complesso della vita del cucciolo ed è caratterizzato dall’acquisizione di 4 elementi importanti:

  1. acquisizione degli autocontrolli

  2. la comunicazione

  3. la gerarchizzazione

  4. il distacco

Acquisizione degli autocontrolli

L’acquisizione del segnale di arresto sembra essere uno degli avvenimenti principali del periodo di socializzazione.

L’interruzione delle sequenze è uno degli elementi più importanti, poiché in sua assenza l’animale continuerebbe a produrre una catena di azioni senza fine, senza interrompersi volontariamente.

Verso le 5 settimane di vita, i cuccioli cominciano a giocare e lottare tra di loro, ringhiando e mordendosi; il cucciolo morsicato grida, provocando l’arresto del cucciolo morsicatore, ma più spesso provocando l’intervento della madre che corregge il cucciolo “aggressore”. Quest’ultimo acquisisce così la capacità di interrompere la sequenza della lotta in funzione di segnali esterni (le grida del cucciolo morsicato, i ringhi della madre) e comunque la presenza di adulti normo-socializzati sono fattori indispensabili all’acquisizione del segnale di arresto.

In caso contrario i cuccioli possono sviluppare un comportamento da sindrome di ipersensibilità-iperattività.

La comunicazione

Lo sviluppo dei sistemi di comunicazione è una necessità assoluta per tutte le specie animali, ma in particolar modo per quelle sociali.

Ogni tipo di comunicazione presuppone l’emissione di segnali che stimolano un sistema sensoriale dell’individuo ricevente (vista, tatto, udito, olfatto…)

Il cucciolo durante il periodo di socializzazione apprende a comunicare utilizzando i diversi canali (canale tattile, canale olfattivo, canale uditivo, canale visivo).

La gerarchizzazione

Il cucciolo deve apprendere le regole gerarchiche per poter interagire correttamente con i suoi cospecifici.

Sino a quando i cuccioli si nutrono alla mammella non rispettano alcuna regola di accesso all’alimento; allo svezzamento apprendono progressivamente a rispettare l’ordine di precedenza alimentare grazie ai cani adulti ed assumono atteggiamenti di subordinazione.

Il distacco

Non è certo il momento esatto in cui avviene il distacco dalla madre, ma probabilmente dipende da diversi meccanismi (ormonali, affettivi…) a cominciare dallo spuntare dei denti da latte nei cuccioli ed al dolore che prova la madre durante le poppate.

Risulta di fondamentale importanza il primo periodo di vita dei cuccioli.

I cuccioli devono rimanere con la madre ed i fratelli fino al compimento del 60° giorno di vita (obbligatorio anche per legge), essere stimolati e poter fare il maggior numero di esperienze possibili, dal conoscere altri cospecifici e non, allo stare a contatto con persone di tutte le età e frequentare ambienti diversi.

Chi vive accanto ai cuccioli durante la loro crescita ha quindi un ruolo fondamentale, in quanto deve garantire loro la possibilità di relazionarsi nel modo più adeguato con l’ambiente che li circonda e con chi ne fa parte.

Se tutto ciò sarà fatto a dovere e con coscienza, ci potremo garantire cuccioli sereni, equilibrati, felici, privi di fobie, ansie e sociopatie.

E il tutto accompagnato per anni dalla loro contraddistinta gioia di vivere!

NATASCIA MAGALOTTI, ALLEVAMENTO “ORIZZONTI SUL MARE”


 
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